Letargia SquarEnixiana

Benvenuti allo zoo signori. Prego, avvicinatevi pure alla recinzione, ma non fate troppo rumore per favore.
Quello che potete vedere è una razza particolare, il videogiocarolus japanicus cocciutus.
Questa particolare razza è capace di dormire per molto, molo tempo, spesso anche anni. Grave problema del suo stato di letargo è che mentre dorme fa…robe. Robe spesso strane. E per quanto si cerchi di svegliarlo, di avvertirlo che sta facendo cazzate, a causa del suo sonno profondo e paraocchiuto è come parlare al vento.
Peraltro essendo sia sviluppatore che publisher, il cocciutus è particolarmente pericoloso, perché anche in questo stato di sonnabulismo ebete dispone di tutti i mezzi per creare e commercializzare giochi in quasi totale autonomia.
Il momento del risveglio è particolarmente delicato e per niente scontato. Basta un suono sbagliato e il videogiocarolus japanicus cocciutus può stranirsi e tornare sui suoi passi a fare cazzate mentre dorme.

Tutta questa premessa nasce spontanea dalla lettura di QUESTO articolo.
No dico, non la commentiamo cotanta intervista?

«Not only did they end up being games that weren’t for the Japanese, but they ended up being incomplete titles that weren’t even fit for a global audience.»

Già, capita quando sei un giapponese e pretendi di fare cose che CREDI piacciano agli stupidi gaijin occidentali.
E a dare corda a gente come Nomura aggiungerei.
Nomura, che ancora eccitato da Advent Children (come un bambino che si disegna da solo i fumetti porno per sollazzarsi) è sempre convinto che il tamarr-action sia la genialata capace di regalare alla serie una nuova epoca d’oro. Sì, si è visto.

«On the other hand, there are games like the JRPG we made for the Japanese audience with the proper elements, Bravely Default, which ended up selling well all around the world.»

Sì va be’, Terra chiama Square Enix: è dal 1991 che portate i vostri JRPG in occidente, non ci risulta che l’introduzione vi abbia portato pochi guadagni. Dopo più di 20 anni di soldi intascati anche dal merchandise vario potreste ormai desumere che MAGARI gli JRPG classici ce gustano assai. Pensate, nel frattempo lo hanno capito anche la Atlus e la Namco, che portano in occidente i vari Shin Megami Tensei e Tales of sempre più spesso, e non si mettono a sfancularli con truzzate “for a global audience”.

«If you focus too much on the global aspect, you might lose sight of who you’re actually making the game for. For example, if you look back at 2013, we’ve had some home console games made for a global audience that struggled.»

Eh. Allora fatevele ‘ste domande: come mai Bravely Default è piaciuto così tanto mentre per Lightning ve pigliano per il culo pure i CoDdari?
Ci arrivate a capire che la gente s’è buttata a pesce su Bravely Default con la speranza di trovarci più “Final Fantasy” di quanto avete saputo fare negli ultimi 8 anni? Ci arrivate che è anche per questo che A Realm Reborn sta tirandosi dietro un sacco di giocatori, nonostante la formula MMO? Se non ci arrivate non fa nulla, ma assumetemi come analista di mercato che ve lo spiego con dei disegnini.


In questa foto: Yosuke Matsuda e le sue braccia aperte a spallucce (come a dire “Boh, che ne so, noi ce provamo”) e la sua camicia rosa. Tutti elementi che riassumono efficacemente la politica della SE degli ultimi anni.

La domanda è: ma chi vi ha chiesto niente? Avete mai sentito qualche fan della saga chiedere più “roba occidentale” o azione? Io no.
Hint: i vostri porting/remake dei vecchi giochi vendono. *ammicco-ammicco*
Ora, non dico di non portare novità alla serie, ma che siano novità costruttive, non distruttive.

Boh, che sia la volta buona che si siano svegliati davvero dal letargo? Ormai c’è chi ha perso la speranza, e come dargli torto?
Aspettare di vedere i risultati su un prossimo FF non è fattibile (Nomura sta ancora scegliendo lo smalto per unghie da usare per il XV), quindi incrociamo le dita per i prossimi Bravely.