Bentornati a Westeros

Gaudio e giubilio in tutti i Sette Regni, lunedì è iniziata la quarta stagione di Game of Thrones, aka Il Trono di Spade per i non anglofoni che con grande coraggio sono disposti ad aspettare l’audio in italiano in streaming su Rai 4.
Come di consueto, la prima puntata di una nuova stagione consiste bene o male in un “Tizio sta qui, Caio stà lì, e questo è Sempronio, il nuovo personaggio a cui vi affezionerete a vostro rischio e pericolo”. *risatina sadica di Martin*
Ecco il mio personale riassunto commentato. SPOILER ALERT.

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Dopo il consueto “Previously on“, la puntata si apre con Tywin Lannister che metaforicamente (ma neanche tanto) si pulisce il culo con quel che rimane dello stendardo degli Stark, facendo fondere Ghiaccio (la spada ignorrissima di Ned Stark) per ricavarne abbastanza acciaio di Valyria per forgiare due nuove spade. Poi butta una pelle di lupo nel fuoco per ribadire il concetto che agli Stark ha rotto le reni. Così, a sfregio.

Game of Thrones 4x01-02Guardando con attenzione questa parte riuscite a sentire il cervello di Tywin che ride sguaiatamente malvagissimo per 15 minuti di fila.

Sigla, consigli per gli acquisti (devo comprare una riproduzione di Ghiaccio, devo comprare una riproduzione di Ghiaccio, devo comprare…) e si torna alle gesta di famigghia dell’impagabile (ma anche no) pater familias Lannister.

Dopo un’insolitamente idilliaca scena padre-figlio (“Va’ che roba figlio mio, va’! Tutta per te” – “Ficata pa’! te vojo bbene”), dove finalmente vediamo a Jaime un taglio di capelli diverso da quello di Azzurro di Shrek, la situazione si normalizza e i due maschi Lannister cominciano a sprizzare testosterone. Tywin vorrebbe il figlio a governare Castel Granito e la fortuna di famiglia (che padre crudele!), mentre Jaime vuole rimanere nella Guardia Reale per redimere il suo onore… e mantenersi nelle vicinanze degli orifizi di Cersei, diciamola tutta.

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Si passa poi ad una imbarazzante scena per Tyrion dove si zerbinizza con i focosi terroni di Westeros. Tra Dorne e i Lannister non corre buon sangue, cioè correrebbe pure volendo, ma non buono ecco; diciamo pure che scorrerebbe a fiotti. Per come trattano il nostro nano preferito, i dorniani non risultano troppo simpatici, ma ci pensa la scena successiva a riequilibrare le simpatie.

Ci spostiamo dunque nella capitale, dove il principe dorniano Oberyn Martell quatto quatto è già arrivato senza avvertire nessuno because fuck you I do what I want, e ha voluto subito gustare le specialità del luogo… andando in un bordello di Ditocorto assieme alla compagna ninfomane Ellaria (anche se “All’aria” forse avrebbe indicato meglio il suo grado di riservatezza sessuale). Ormai a tette e culi al vento siamo abituati, la parte awkward arriva però quando Oberyn intima al pappa del bordello di…piegarsi alle sue necessità bisex (cosa che davvero non ricordavo dalla lettura del libro). Questo incipit da pornazzo in salsa mista viene interrotto dal suono de “Le piogge di Castamere” che comincia ad echeggiare per le pareti. Basta un’occhiata alle espressioni dei presenti per capire che sta per scattare la rissa.
Nella stanza a fianco infatti scopriamo un altro motivo per disprezzare i Lannister: quale coglione va in un bordello e invece di darsi da fare si mette a cantare? Perché torturare le povere ragazze che oltre a doversi dare ai soldati puzzoni devono pure sorbirsi una canzone che generalmente fa grattare vigorosamente i maroni a chiunque nell’arco di 10 kilometri? Insomma Lannister, allora ditelo che trollate e che ve volete fa’ odià.
Qualche battuta da caserma e bum! Oberyn fa cantare uno dei soldati lannisterici su note decisamente più grevi.

Say goat again

Arriva Tyrion a scongiurare che la situazione degeneri (maddeché, volevamo lebbotte!), ma la performance da macho di Oberyn non lascia indifferente la sua amante porcona, che gli si fionda addosso e gli ficca la lingua tra le tonsille per assicurarsi che siano ben idratate. Ahó ad Approdo del Re fa caldo eh.

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Passiamo poi a est, dove Daenerys sta guardando i suoi draghetti che- OMMIODDIOCHECUCCIOLONEPATATOLUI! I draghetti a forza di selvaggina varia crescono bene, molto bene… magari anche un tantino troppo bene, soprattutto Drogon (il drago alpha della cucciolata) che sì, si farà pure accarezzare e tutto, ma rompije le scatole mentre c’ha fame e te se magna pure il braccio. E lì già si comincia a capire che, daje e daje, i cuccioloni potrebbero dare problemi persino alla madre. Si sa che l’adolescenza è un periodo difficile, i figli rifiutano il controllo dei genitori, squartano e divorano capre…sò ragazzi.
Vediamo poi il nuovo Daario Naharis, che per fortuna non assomiglia più a un bambolotto col sorrisetto da provola stampato tipo paralisi. Sì ragazze, lo so che per voi era figo, ma era quello che era, statece. Comunque sia gli fanno fare una scena inutilmente idiota in cui fa a gara con Verme Grigio per poter cavalcare vicino alla loro diletta regina; idiota sia perché Daenerys je dice pippa e sia perché che cacchio ti vuoi competere per le attenzioni di una donna con uno che non può farci niente per cause di forza maggiore? E a proposito, sembra che Verme Grigio abbia preso di mira Missandei, altra cosa aggiunta nella serie che si poteva evitare benissimo secondo me, sia perché originariamente Missandei è una ragazzina e sia perché… pare brutto ricordarlo ma a Verme Grigio manca la materia prima per certe cose.

Si torna ad Approdo del Re e toh, una cosa nuova: Tyrion viene di nuovo trattato come una pezza da piedi. Sansa ha iniziato uno sciopero della fame finché il Parlamento non le faccia una legge ad personam per resuscitarle la famiglia e farle sposare la fighetta dei Tyrell (Loras) come voleva. Tyrion è l’unico essere umano che non la tratta di merda da quando ha messo piede in città ma hey! è il nano sbagliato per le leggi ad personam, quindi chittesencula. Peccato per Sansa, questo influirà sul suo curriculum di personaggio preferito dei fan. [/sarcasm]
Shae nel frattempo dà libero sfogo ai suoi estrogeni. No, non sto parlando di voglia di accoppiarsi con Tyrion (cioè sì forse anche quella), ma piuttosto alla sua gelosia idiota sul fatto che Sansa possa portarle via Tyrion, il suo cliente pezzo grosso (no pun intended). O il suo amore segreto, a seconda delle interpretazioni (credeteci). Il Folletto guarda caso ha qualche problema di concentrazione, avendo diverse spade di Damocle sulla testa. Il concetto è semplice: non vuole che le accada niente e quindi la tiene lontana per proteggerla. Ma no, Shae non capisce niente che vada al di là del “fuck the police, se te la sbatto in faccia e devo ottenere quello che voglio”, quindi si stizzisce e se ne va. Estrogeni.

In un’altra stanza della Fortezza Rossa si capisce quanto sia più facile essere il protagonista di Star Wars, dove se ti mozzano una mano trick-track e bene o male torna al suo posto, piuttosto che vivere in una serie fantasy. Jaime riceve da Cersei una protesi d’oro, che a occhio e croce potrebbe corrispondere ai nostri leggings leopardati  in quanto a pacchianaggine. Ma lei è contenta così, chissà con che programmi in testa…

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Poi è il momento della seconda puntata di “Estrogeni impazziti”: Cersei in parole povere dà la colpa a Jaime di averla lasciata sola soletta circondata solamente di una corte, un esercito reale e innumerevoli lacché, mentre l’egoista si divertiva fuori casa facendo finta di fare il prigioniero, facendosi malmenare, mutilare ecc. Gli uomini sono davvero degli stronzi egocentrici.

Nel frattempo, molto più a nord, la Banda della Magliana di Westeros, i Bruti, incontrano i loro compari. I Thenn hanno chiaramente qualche problema nel relazionarsi con…beh tutti. In particolare sono convinti che la vita sia una perpetua gara a chi usa meno parole ed espressioni facciali. Ma forse non si dovrebbe pretendere troppo da gente che oltre la Barriera, a chissà quanti gradi sotto zero, ha voglia di congelarsi il cervello rasandosi la testa, senza portare nemmeno un cappellino di lana. E che usa le cicatrici come tatuaggi peraltro. No dico, sai che rosicata se uno si sbaglia a fare i segni? Pensate che scherzoni si potrebbero fare…

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Sempre al nord, Jon Snow si difende in giudizio per aver apparentemente voltato gabbana. Certo sbattere in faccia ai tizi che lo giudicano (in astinenza di ciuffa da chissà quanto) di aver inzuppato il metalupacchiotto evoinopappappero forse non è stata una grande idea per rendersi simpatico; soprattutto con Aemon Targaryen il rischio è stato grande, visto che è cieco e stranamente nessuno sa come ci sia diventato… Per fortuna il vegliardo è troppo avanti con gli anni per rosicare e dà il suo ego te absolvo vecchius trapanus (con annessa gomitatina compagnona), ma non troppo vecchio per pulirsi i piedi sull’autorità di Alliser “Patataricciuta” Thorne. Tiè, becca.

Torniamo ad Approdo del Re, dopo un’esibizione tragicomica di vestiario per la povera Brienne (che a dir la verità mi sta simpatica), rivediamo *socchiude le palpebre seriosamente sollevando un pugno* Joffrey, che da bravo serpente velenoso esibisce una specie di pitone squoiato come vestito e quella sua solita faccia da schiaffi che sembra che ci sia sempre qualcosa che lo infastidisca. Con un simile bimbominkia sul trono credo che chiunque diventerebbe uno Sterminatore di Re; persino Jaime si vede che è tentatissimo di fare il bis.
E a proposito di faccia da schiaffi, divertitevi:

King Slapper

Daenerys intanto si avvicina a Mereen col suo esercito di castroni. Lungo la strada Daario comincia a batteje i pezzi con dei fiori. Ribadisco che questo nuovo Daario mi piace di più; non ce lo vedevo per niente quello di prima in una scena del genere, al massimo avrebbe cercato di fare colpo alzandosi il kilt davanti ai suoi occhi, sempre col suo sorrisetto imbalsamato.
Tutto bello, se non fosse che sulla strada per Mereen i nostri trovano dei regazzini morti (sangue del pipistrello uouooahh). Cioè boh. Se io fossi una città sotto assedio (da una che c’ha i draghi, peraltro) non mi metterei a farla incazzare; anche perché non è che sei più spaventoso ora che hai ammazzato dei regazzini innocenti eh. Ma vabeh, si vede che gli schiavisti sono sadici di loro e ogni scusa è buona.

Intanto sembra che il nuovo sport femminile ad Approdo del Re sia rompere le balle a Jaime con argomenti impossibili. Dopo le lagne di Cersei è il turno di Brienne che pretende che il cazzo di Comandante delle Guardie Reali prenda Sansa e la porti non si sa dove per tenerla al sicuro non si sa come da non si sa cosa.
Sansa intanto si sente seguita, e quindi intelligentemente si infratta in un posto dove nessuno può vederla. La logica del film horror ha sempre il sopravvento: “Cos’è questo suono di gente smembrata da una mannaia? – Non lo so, ma sarà meglio dividerci e camminare nell’oscurità. – Geniale, andiamo.” Per fortuna è solo Ser Dontos, ora giullare ubriacone di corte che riconoscente per avere salva la vita regala la collana di famiglia a Sansa, diventando il suo “amico speciale” (la faccia è quella, poretto). Certo, magari dopo aver perso il cavalierato e la dignità forse era meglio tenersi l’unica cosa di valore che rimaneva e optare su un mazzo di fiori, ma vabeh.

La puntata si chiude con Sandor Clegane e Arya che fanno check-in su Foursquare presso una locanda per strada. Dentro ci trovano i classici bulli che solitamente nei film fanno una brutta fine perché giustamente gli stronzi non piacciono a nessuno. Tra questi toh! c’è Polliver, lo stronzone che (incazzato con la vita per ritrovarsi con un nome da pappagallo) uccise l’amico di Arya prima di portarla ad Harrenal. Èèè un mondoo piiccolooo. ♫
Qui Clegane nel dispensare stoccate al testosterone onestamente mi ha fatto venire una fame boia.

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Segue scazzottata impari, e siccome non ci facciamo mancare niente anche una bella stagliuzzata ai gioielli di famiglia del malcapitato di turno. Già me lo vedo il club degli evirati di Westeros: “Theon uno di noi”.
Quando tutto è finito, in favore del gigante e la bambina ovviamente, Arya fa capire a Polliver che quella storiella nei pressi di Harrenall se l’è legata un attimino al dito, rivolgendosi a lui con le stesse parole che lo stronzetto aveva usato prima di uccidergli l’amico. Della serie che se cerchi “rancore” sul vocabolario trovi la foto di Arya col gesto del “tefacciounculocosì”.

Puntata bella corposa insomma, e a parte le cosucce che ho scritto mi è piaciuta. Non vedo l’ora di vedere la prossima!