Recensioni:

Doctor Who 8×01 “Deep Breath”

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È finalmente finita l’attesa per la nuova, nuovissima stagione di Doctor Who. Una stagione per me particolarmente attesa, soprattutto perché contiene tutte le mie speranze per un risollevamento della serie dopo le eccessive ragazzinate e dabbenaggini viste nelle ultime, con Moffat che troppo spesso si è rivelato un funambolo impacciato con troppe palline tra le mani, buttandola in caciara e sul ridere per sopperire alla traballante coerenza di alcune sue trame.

Ho aspettato l’era di Peter Capaldi soprattutto perché sembrava venire incontro alle mie speranze: un Dottore meno zuzzurellone e più “oscuro” e misterioso, cioè come dovrebbe essere.
Aspettative soddisfatte? Vediamo.

Doctor Who S8x01 cover

SPOILER ALERT 

Ooh weee ooooh!

La scena iniziale con un T-rex accostato alla Londra vittoriana da un lato sembra una buona scelta per sottolineare le stramberie temporali in cui lo show sguazza, dall’altra mi è sembrato cercare il sensazionalismo. Il dinosauro è grande, molto grande… troppo grande! Va bene mettere in discussione le nostre fredde sicurezze scientifiche, ma un tirannosauro alto quanto il Big Ben? Mah. Inoltre, ai fini della storia, è rimasto sempre molto sottotono, soprattutto se contiamo che è presente Vastra che quasi non batte ciglio.

Entrano in scena i personaggi, arriva il Dottore. Overture di stramberie dovute a confusione da rigenerazione. Chi temeva un Dottore troppo serio già tira un sospiro di sollievo mentre questi flirta parla col mastodontico dinosauro.

  

Arriva poi la nuova sigla, con il classico vortice del tempo sostituito con rotelle e spirali numerate che fanno tanto steampunk.
Per la cronaca, non tutti sanno che questa sigla ha origini fan-made. Un fan della serie, tale Billy Hanshaw, ne aveva fatta una di sua ideazione e l’aveva messa su YouTube. E deve essere piaciuta a molti, perché è stata notata dal team dello show e l’autore è stato invitato a lavorare con loro per creare la sequenza ufficiale. Sono piccole storie che ti fanno sorridere.
Ad ogni modo la nuova intro mi piace, soprattutto per i simbolismi e gli accostamenti: le spirali dei numeri delle ore che richiamano il fatto che il Dottore ha un nuovo ciclo di rigenerazioni, le rotelle che richiamano la scrittura gallifreyana… Dovrò abituarmi alla musica forse un po’ sottotono.

Doctor Who S8 intro

Whoctorian

Buona la scelta della puntata per la Londra vittoriana, anche se spero che la Paternoster Gang non venga ab-usata troppo. Sì ok, piace a tutti, va bene, ma vediamo di non puntare eccessivamente sul sicuro, eh Moffat.

Mi è sembrato che si volesse dare alla puntata un tono da detective story, ma se quella era l’intenzione non l’ho trovata riuscita. Vastra elucubra tanto ma non risolve proprio nulla, e l’unico mistero rimane l’annuncio sul giornale.

Doctor Who S8x01 London

È un episodio di transizione questo, e troviamo mischiati alla storia diverse scene che fungono da tramite con cui gli autori “dialogano” con il pubblico.
Clara, in quanto “ultima arrivata”, diviene il mezzo con cui viene data una risposta alle bimbeminkia ai fan più recenti della serie: la scelta di un Dottore più “vecchio” (ricordando comunque che Capaldi ha 56 anni, non è una cariatide. Fatevene una ragione e nominate i vostri petulanti ormoni per la ice bucket challenge, perdio). La companion deve abituarsi al nuovo Dottore, e così anche noi.

I can complain about things

Stranamente, nella sua confusione, mi è molto piaciuta la scena del “delirio” con il barbone dove il Dottore vede per la prima volta il suo nuovo volto e cerca di capirne il perché. Capiamo che è un Dottore che non si limita a controllare di avere le gambe, ma che si interroga su sé stesso… forse perché nemmeno lui è più sicuro di chi è e cosa vuole essere o fare.

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Rotelle a posto

Finalmente il Dottore si ritrova con Clara al ristorante, ed è ora decisamente più lucido. La situazione si fa tesa, e mi ha fatto piacere vedere il modo in cui il Dottore abbia analizzato la situazione – con il capello – invece che cacciavitesonicizzare tutto come avrebbe fatto la sua precedente incarnazione. Quello, e il fatto che comincia davvero ad emergere il suo lato meno accomodante e più oscuro. Battibecca testardamente con Clara, le impone silenzio, addirittura sembra abbandonarla per strada con l’intento di capire cosa stava succedendo.
Ho apprezzato il collegamento con i droidi di “The Girl In The Fireplace” e in generale il tono steampunk del villain e della puntata in generale, anche se li ho trovati meno spaventosi ed efficaci di quelli visti nella puntata originale in questione. Non mi è piaciuta invece l’entrata di Vastra &Co., e mi chiedo se Moffat la smetterà mai con questi deus ex machina davvero regalati.

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Il confronto finale col droide “capo” invece è magistrale. Il Dottore torna ad essere quello di un tempo: parla col suo nemico, lo interroga, lo riprende persino (“Droids and apostrophes, I could write a book…” Spaf! una bella pacca sul sedere a mezza letteratura sci-fi esistente), cerca di farlo ragionare…

“You probably can’t remember where you got that face from!”

…e nel farlo il dubbio che il discorso valga anche per sé stesso balena nei suoi occhi, mentre guarda il suo volto nello stesso specchio che offre.

Ma la cosa che ho preferito viene quando – già dalla prima puntata – ci viene posto con violenza il vero grande dubbio: il Dottore è capace di uccidere? Nella lotta corpo a corpo col droide lo vediamo col volto contratto, furiosamente deciso a proteggere i terrestri sotto di lui. Ma lo spettatore non può vedere chi compie l’atto, se è il droide a “suicidarsi” o il Dottore a scaraventarlo giù, e il dubbio resta intatto, mentre i suoi occhi ci guardano seri, quasi minacciosi, a sottolineare quanto sia più “oscuro” rispetto al passato.

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I’m not your boyfriend

Si arriva alla chiusura e resa dei conti con Clara nel doppio ruolo di sé stessa e tramite dei fan.
Sarò troppo speranzoso o cervellotico forse, ma nella scena in cui il Dottore dice di aver fatto molti sbagli, di volervi porre rimedio e chiarendo di non essere il fidanzato di Clara ho voluto credere che Moffat e il resto dello staff abbiano voluto dirci “Ok ragazzi, sappiamo che abbiamo fatto delle cazzate in passato, fanservice compreso; vedremo di tornare sui giusti binari”.
Spero di non rimanere deluso.

Anche il precedente Dottore chiama dal passato per mettere un punto e a capo alla questione. Probabilmente i due si piacevano a vicenda, questo può rimanere lecito da immaginare (come lo è stato in passato). Ma quel Dottore non c’è più.
Ora il nuovo Dottore ha bisogno di essere aiutato, accettato da Clara e dai fan, senza la sua maschera di giovinastro che non è, se non nel profondo come tutti dovrebbero.

La puntata si chiude con quella che sembra essere la villain principale della stagione: Missy.
C’è chi ha azzardato una rigenerazione di River Song… il che spiegherebbe la confidenza “sentimentale” con cui si riferisce al Dottore, anche se lui ormai sarebbe il marito, non il “fidanzato” come lei lo definisce. Altri hanno pensato persino ad una rigenerazione femminile del Maestro… Ma in fin dei conti si può speculare solo fino ad un certo punto. Come sempre ci viene dato solo quel tanto che basta per farci arrovellare sopra senza poter effettivamente indovinare.
Voi cosa ne pensate?

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Per tirare le somme posso dire che la puntata mi è piaciuta.
La storia in sé l’ho trovata abbastanza fiacca. Il punto forte era tutto nel meta-contenuto: la transizione del nuovo Dottore e tutto ciò che ne comporta. Il resto mi è sembrato troppo evidentemente “cucito” addosso a questo scopo. Non dico che sia un cattivo scopo, anzi, ma sarebbe stato meglio qualcosa che pulsasse maggiormente di vita propria.

Per quanto mi riguarda l’interpretazione di Capaldi del Dottore già mi piace, e credo ci metterò poco per affezionarmici.
Non vedo l’ora di vedere la prossima puntata con il ritorno dei Dalek!