Recensioni:

Doctor Who 8×02 “Into the Dalek”

Doctor Who 8x02 Into the Dalek

Presto o tardi anche il nuovo Dottore avrebbe dovuto fronteggiare la sua nemesi di sempre: i Dalek. E per questa stagione si è optato per il “presto”. C’è sempre parecchio hype e aspettative per le puntate con i Dalek, soprattutto viste le premesse nei vari trailer. Quindi ciando alle bande e vediamo.

 

SPOILER ALERT

Cara mi si è ristretto il Dottore

Nella prima scena vediamo il Dottore che salva una soldatA di una non ben definita resistenza umana dall’attacco dei Dalek, contro i quali sono in guerra. Journey Blue, questo il nome (seriously?), spaesata e sotto panico, reagisce minacciandolo e ordinandogli di riportarla alla nave madre Aristotele.
Mi è piaciuto come, di fronte alla sua scarsa gratitudine, l’abbia silenziosamente bacchettata pretendendo il “per favore”. Il tono un po’ grumpy gli si addice davvero.

Dopo i primi disguidi nella nave madre, al Dottore viene affidato il compito di “curare” un Dalek prigioniero degli umani, un Dalek cosiddetto “morale” (brutta scelta di termine) che sembra voler sterminare i suoi simili. Il piano sarebbe di miniaturizzare il Nostro per cercare e sanare il problema direttamente all’interno del Dalek.

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Segue introduzione di Danny Pink con allegata scena simil-flirt con Clara. La scena non è male ed è simpatica, ma mi è sembrata un po’ forzata per alcune cose (suvvia, farlo piangere in classe? Sarebbe bastato fargli scendere quella lacrima in separata sede, lontana dagli occhi di tutti), e abbastanza fuori posto in una serie come Doctor Who.

Dopodiché Clara si ritrova nuovamente davanti il Dottore, venuto a chiederle di accompagnarlo.
Mi è sembrato che si sia voluto lasciar intendere che, al contrario dell’Undicesimo Dottore, questo Dodicesimo non fa più girare la sua vita attorno a Clara. Si presenta senza remore in largo ritardo e non mostra sentirsi in colpa o particolare devozione nel portarle quel famoso caffè. Si capisce che ammira la ragazza e la consideri, ma non eccessivamente.

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Am I a good man?

La domanda capitale che il Dottore chiede alla sua compagna di avventure.
È il suo dubbio, il nostro dubbio nel vedere le differenze con la sua precedente incarnazione… ma soprattutto la domanda che qualsiasi spettatore dovrebbe ricordarsi di porsi quando guarda lo show, e che nelle ultime puntate si era troppo allontanata dal personaggio (con picchi di buonismo anche eccessivi a volte).
E la risposta non può essere uno scontato: “Sì”. Già solo da questa premessa la differenza col passato si sente eccome, e l’episodio si carica di grandi aspettative.

Si torna nella Aristotele, e anche qui vediamo quanto sia più cinico e meno entusiasta degli umani il nuovo Dottore. Durante tutta la puntata non chiama quasi mai nessuno per nome (a parte Clara), e anzi affibbia nomignoli.
Spassosa e allo stesso tempo iconica la scena in cui presenta Clara al resto dell’equipaggio:

“This is Clara. Not my assistant, she’s uh, some other word…”
“I’m his carer”
“Yeah, my carer. She cares so I don’t have to.”

Un Dottore che mostra segni così evidenti quasi di sufficienza non si era ancora visto. Non così.
Per certi versi forse snatura leggermente la sua natura entusiasta, ma per altri lo rende più controverso e carismatico.

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Sterminando il corpo umano

Dopo essere entrati nel Dalek (suggestiva la scena dell’ingresso tramite l'”occhio”), ci aspetta una spiegazione tecnica sulla malvagità insita dei Dalek, e un’altra scena spiazzante (per gli standard del protagonista).
I soldati del gruppo dimostrano di non aver mai visto la famosa serie “Esplorando il copro umano” e si mettono a danneggiare il Dalek dall’interno, attivando i suoi anticorpi. Il Dottore, con un atto di gelido pragmatismo, sacrifica il soldato responsabile per salvare tutti gli altri, e lo fa usando persino una falsa speranza di salvezza.
Devo ammettere che la scena mi ha colpito. Non tanto per quello che è successo in sé, ma per come è successo. Il Dottore non ha esitato né battuto ciglio nel sacrificare una vita, anche se l’intento era giusto.

Passato il pericolo, il Dalek spiega al Dottore di aver cambiato idea sul suo allineamento dopo aver visto nascere una stella, e aver compreso che la vita prevale sempre.
Dopo varie peripezie il gruppo giunge alla fonte del malfunzionamento del Dalek, una fuga di radiazioni che ne ha inibito il “cervello cattivo” (la faccio semplice) atto a inibire qualsiasi pensiero o sentimento compassionevole e buono. Il danno viene riparato, il Dalek torna normale e – chi l’avrebbe mai detto? – attacca i soldati sull’Aristotele, e manda un segnale alla nave madre.
Ora, non è che mi piaccia fare il precisino e rompere le uova nel paniere, ma non ce lo mettiamo un bel “grazie al cazzo”? Possibile che nessuno ci aveva pensato, che non si fosse posto il dubbio? Boh.

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Clara e il Dottore si fronteggiano sulla “lezione” da imparare. Il Dottore è sempre convinto che un Dalek buono non può esistere, Clara invece evidenzia come invece la cosa importante è che quel Dalek è stato effettivamente “buono”, anche se per poco. La soluzione: far rivivere al Dalek la visione della stella nascente per farlo tornare com’era prima. Ottimo, bene.
Come lo fanno? Mandando Clara a schiacciare robe a caso nella corteccia del Dalek… Sì, è triste e arraffazzonato come sembra. Va be’…
Il piano sembra comunque funzionare, il Dalek ricorda e il Dottore collega la propria mente con la sua per mostrargli la bellezza dell’universo. Il Dalek però vede nel profondo dell’animo del Dottore e vi scorge tutto il suo odio per i suoi acerrimi nemici, e ispirato da tale odio attacca i suoi compagni accorsi ad attaccare la Aristotele, salvando tutti.

A good Dalek

Arriviamo quindi all’apice della puntata. Il Dottore è abbattuto per aver ispirato al Dalek principalmente odio, di non essere riuscito a creare un Dalek buono. Questi gli risponde:

“I am not a good Dalek. You are a good Dalek.”

E in queste parole c’è la sostanza di tutto l’episodio. Capiamo (o meglio ricordiamo) che la più grande battaglia del Dottore non è quella fisica contro i suoi nemici, ma quella morale dentro di lui. L’odio che prova lo rende paragonabile alle più spietate creature dell’universo.
E la “sentenza” del Dalek si riserva anche una grande ambiguità. A pensarci bene… cosa voleva dire? Intendeva dire che il Dottore è un “buon Dalek” nel senso che il suo odio lo rende in tutto e per tutto uguale alla progenie di Skaro, o che è un “Dalek buono”, nel senso che nonostante le sue similitudini è comunque buono?

Alla fine dell’episodio Clara dà una sua risposta alla prima questione (il Dottore è buono?), dicendo che l’importante è che lui cerca di esserlo. Dicendo questo stempera un po’ la tensione rimasta nell’aria, ponendo un efficace punto di diversità con i Dalek, che non hanno alcun interesse ad essere buoni. E a pensarci bene è qualcosa che può essere applicato anche al di fuori della serie TV.

Sono abbastanza combattuto nel dare un giudizio a questa puntata.
Da una parte vi ho (ri)trovato diversi elementi di stacco rispetto a quanto non mi era piaciuto in passato, anche se mi chiedo in che direzione sta andando questo Dottore più cinico e disincantato; e mi piace che alcuni temi lasciati indietro vengono riproposti con la giusta dose di “dramma”, lasciando benme in secondo piano (ma comunque presenti) le zuzzurellonate.
Dall’altra non vi ho trovato molto di nuovo rispetto a quanto visto con il Nono Dottore, oltre a diverse ingenuità di sceneggiatura che hanno un po’ minato la credibilità dell’avventura, facendola sentire un po’ una “scusa” per risollevare la tematica centrale.

Palese il collegamento con la sesta puntata della prima stagione con il Nono Dottore, quando di fronte a uno sfogo di odio il Dalek sentenzia:

“You would make a good Dalek”

 

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Mi è sembrato che l’intera puntata sia stato un “asterisco” proprio a quella memorabile puntata del nuovo ciclo della serie, un voler riaccendere i fari sul lato oscuro e tribolato del Dottore. Allo stesso tempo serve a farci capire ancora più a fondo il suo “nuovo” carattere e atteggiamento verso gli altri, ma anche a delineare il fatto che Clara, da brava companion, è lì a fungere come “bussola” per i suoi problemi morali.

Peter Capaldi ci regala ancora un’ottima performance, e per quanto mi riguarda continua sempre più a convincermi che sarà un ottimo Dottore.
Il contro della puntata è forse che c’è poco di nuovo (a parte i nuovi volti che verosimilmente rivedremo più avanti), e un senso generale di “occasione mancata” dall’incontro/scontro con i suoi nemici giurati.
Spero davvero che queste prime puntate servano per allineare i nuovi e i vecchi elementi dello show, per poi definire una direzione più precisa; fin’ora mi è sembrato di vedere molte buone premesse e potenziale. Non vorrei che la mancanza di originalità e immaginazione vista in passato continuasse a perpetuarsi oltre.