Recensioni:

Mirror’s Edge

Dopo davvero tanto tempo dall’uscita di Mirror’s Edge, mi sono ritagliato una manciata di ore per provare finalmente questo discusso gioco. Letti tanti pareri contrastanti in giro nell’internet, ma mai invogliato a provarlo davvero, la spinta finale me la diede la stessa Electronic Arts quando lo scorso dicembre ne mise il download gratis per PSN Plus. E allora proviamolo va’.

Mirror's Edge 0

La prima impressione che ne ho avuto è stata abbastanza positiva, tutto merito dello stile visivo accattivante. La combinazione di colori base con il bianco brillante di tetti e palazzi mi ha convinto nel suo stile minimal.
Per i controlli purtroppo sono di parte, in quanto non riesco davvero a digerire i giochi con visuale in prima persona (che trovo limitante e davvero poco simulativa).
In generale siamo sulla sufficienza, ma ci sono diversi momenti in cui maledici il gioco per non riuscire a fare cose neanche troppo complicate.
Odio profondo quando bisogna funambolare sulle travi sospese, vero e proprio travaglio videoludico!

Mirror's Edge 1

Andando avanti i controlli spesso fanno cilecca. Ad esempio quando, saltando da un palazzo ad un altro, Faith (l’originalità dei nomi!) non si aggrappa solo perché arriva troppo angolata.
Il livello di sfida però cresce con una buona curva, e presto mi ritrovo a dover utilizzare tutte le capacità atletiche della protagonista (neanche troppe alla fine).

Il vero problema che ho trovato in Mirror’s Edge è che il gioco non ti mette mai sotto pressione nell’esecuzione delle acrobazie da parkour.
Corse, salti e arrampicate sono generalmente isolabili, quindi potremo concentrarci su ognuna di esse abbastanza agevolmente. Questo va bene nelle prime fasi di gioco, ma andando avanti mi aspettavo di dover eseguire evoluzioni consecutive più complesse. Peccato.

Mirror's Edge 2

Quello che diventa sempre più difficile sono invece gli scontri contro le squadre armate: poliziotti, swat e anti-runner vari. In queste occasioni non mi sono divertito per niente, sia perché anche qui i controlli lasciano molto a desiderare, sia perché si ha l’impressione che siano stati concepiti male.
No ho mai digerito per esempio il fatto che, nonostante mi nascondessi e cambiassi nascondiglio in sequenza, i nemici sapessero comunque dove fossi. Il fattore stealth avrebbe dovuto essere sviluppato meglio.

Mirror's Edge 3

La storia è davvero appena accennata, e si capisce che sta lì solo per giustificare la successione di missioni, perché nel suo complesso non ha alcun senso.
Il background distopico sarebbe anche interessante… se se ne capissimo qualcosa. Invece tutto viene lasciato appena tratteggiato, buttato lì tanto per.

Le poche tracce musicali di accompagnamento sono carine, ma nulla di che.
Pessimo il doppiaggio italiano, ahimé soprattutto della protagonista Faith, doppiata da un’espressiva e mono-tona Asia Argento (che mi chiedo che cacchio ci faccia a doppiare un videogioco).

Insomma, Mirror’s Edge è un titolo meno che tiepido, freddino.
La storia è approssimata, sbrigativa e si interrompe di botto, lasciandoti meno che niente.
Il concept di gioco è interessante, ma sviluppato superficialmente e con un game design poco curato. Buono lo stile visivo, ma da solo non può reggere la baracca.
Insomma, è forte l’impressione che si tratti di un titolo che banalmente sfrutta la “moda” del parkour senza sforzarsi di fare le cose come si deve.
Speriamo che il seguito sappia sfruttare meglio le buone idee alla base.