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Batman: Arkham Knight

Batman Arkham Knight head

Quella di Rocksteady non è una seriuccia da quattro soldi. Batman: Arkham ha portato innovazione e raffinatura al genere degli action-adventure con le sue meccaniche di gioco, ha contribuito (assieme ai film di Nolan) all’incremento di popolarità dell’eroe DC nell’immaginario collettivo, ed è stato un raro esempio di riuscitissimo tie-in di un fumetto.

Arkham Asylum ci ha deliziato con una storia oscura e una regia magistrale.
Arkham City ha sacrificato l’efficacia narrativa per un’esplosione di possibilità da open-world.
Arkham Origins, il figlio bastardo di Warner Bros. Games Montréal, è stato il titolo sovra-bistrattato che ha ripreso la formula di Arkham City e l’ha sviluppata, dando una retrospettiva su Batman e il Joker; ma per colpa di qualche bug ingiustamente coperto di critiche, nonostante fosse un buon gioco.
Arkham Knight è stato presentato da Rocksteady come apice e chiusura della serie, e (tralasciando le disavventure della versione PC) all’uscita è stato accolto da pareri discordanti. In generale, la critica lo ha lodato quasi all’unanimità, mentre molti giocatori hanno avuto molto da ridire. Chi ha ragione?

Lo so, è passato molto tempo dalla sua uscita, ma in molti ancora mi chiedono cosa penso di questo titolo. Anche perché chi mi segue e mi conosce sa che ho aspettato questo gioco con trepidazione.

Prendiamola larga e partiamo da un’analisi generale.

Batman Arkham Knight faceoff

Lo Spaventapasseri minaccia di sprayare Gotham con la sua tossina del terrore e intima a tutti di squagliare. Nella città rimangono solo carne da pugni delinquenti, super-cattivi, polizia e ovviamente Batman, con i suoi vari aiutanti. Lo scopo: tutti contro l’uomo pipistrello per farlo fuori una volta per tutte; ma lo Spaventapasseri vuole una vendetta estrema: distruggere Batman moralmente e screditarlo agli occhi di tutta Gotham. Per ottenere la sua vendetta avrà l’aiuto del Cavaliere di Arkham, di cui nessuno sa niente, ma tanto porta uomini addestrati, mezzi blindati, droni, e soprattutto sembra saperla lunga sul nostro eroe.

Ancora una volta Batman avrà il ruolo di eroe travagliato, costretto ad esplorare il proprio lato oscuro. Mai come questa volta dovrà mettere in discussione il suo ruolo nella crisi della sua città, costretto brutalmente a fronteggiare la responsabilità verso i propri compagni e della loro incolumità per la sua crociata di giustizia.
La storia stessa sembra tendere verso un climax e una chiusura del mito di Batman. Ovviamente non vi dico oltre.

La storia in sé è interessante e oscura come e più di sempre, grazie soprattutto all’atmosfera di crisi e decadenza. Ci sono vari colpi di scena e climax narrativi, anche se per qualcuno potrebbero essere troppo prevedibili. Personalmente non ho mai fatto la gara a chi ci vede più lungo, preferisco godermi la successione degli eventi giudicandoli per la loro qualità narrativa, non per soggettiva prevedibilità.
Il vero peccato è che gran parte dei villain sono disgiunti dalla trama principale, e anche al livello di gameplay sono praticamente relegati a missioni secondarie. È vero che gli antagonisti sono sempre quelli, e quindi è difficile farne una storia complessa, ma uno sforzo maggiore per interlacciarli nella narrazione principale avrebbe sicuramente giovato.

Batman Arkham Knight Gotham

Dal punto di vista tecnico il gioco è una meraviglia, poco da dire.
L’impegno di Rocksteady è riconoscibile ovunque. Gotham è uno spettacolo per gli occhi: illuminata da innumerevoli neon, decadente, pulsante di tecnologia, avvolta dalle ombre che ne sottolineano lo stile neo-gotico, sotto l’incessante pioggia che si infrange sull’eroe in modo davvero realistico. Senza contare gli innumerevoli riferimenti ed easter-egg disseminati in ogni angolo della città!
Batman ha un livello di dettaglio davvero considerevole, con la sua tuta-armatura dalle innumerevoli parti semoventi, ed è animato magistralmente.

Da applausi, come sempre, la gestione visiva, soprattutto per l’uso di riprese inclinate, jump scare causati da visioni che appaiono ruotando la telecamera dove prima non c’era nulla, e gli impressionanti effetti di distorsione, ad esempio nella raffigurazione degli effetti della tossina del terrore.

Alla potente atmosfera contribuiscono una colonna sonora dall’immancabile impatto drammatico, assieme a effetti sonori praticamente perfetti, che tra le altre cose riescono come sempre a enfatizzare la potenza dei colpi del Cavaliere Oscuro.
Anche il doppiaggio, nonostante non arrivi ai livelli di fedeltà dell’originale, è davvero ben fatto.

Batman Arkham Knight predator

Sulla carta, la giocabilità mostra una qualità immensa.
I combattimenti portano al culmine la fluidità, il ritmo e l’incredibile senso di soddisfazione per cui Rocksteady si è resa famosa. Batman è spaventoso, efficace e implacabile, e tutto questo è percepibile nel controllarlo sia nella lotta corpo a corpo che in modalità stealth. Nuove mosse e gadget si aggiungono al già vasto repertorio di predatore, aumentando e arricchendo le possibilità con cui risolvere le varie situazioni.
Ottima aggiunta quella di poter switchare con un compagno (Nightwing, Robin, Catwoman) in certe missioni. Peccato solo che nella maggior parte dei casi si tratterà solo di combattimenti; solo in un caso abbiamo l’opportunità di gestire Robin per risolvere degli stage in modo più completo. Davvero un peccato.

Sicuramente saprete che è stata introdotta la Batmobile, vera gioia e dolore del gioco. In funzione di essa Gotham è stata completamente ri-calcolata, con strade e percorsi adatti ad ospitarla, e questo è un bene perché ne guadagna in realismo.
Il potente mezzo può passare dall’essere un “normale” bolide da far sfrecciare a tutta velocità per le strade, a una modalità blindato, per affrontare scontri in cui serve precisione nei movimenti per schivare gli attacchi avversari.
I controlli della Batmobile sono davvero ottimi, e ve lo dice uno che non si trova mai bene nei giochi di guida normali. La potenza dell’armatura e delle armi del mezzo fanno davvero sentire di essere inarrestabili. Potremo anche guidarla da remoto senza essere a bordo per risolvere alcuni enigmi del gioco e superare altri ostacoli apparentemente insormontabili. Nella modalità blindato sarà anche possibile affrontare delle sessioni in cui dovremo fondamentalmente agire in stealth con tutta la Batmobile!
Insomma si vede che Rocksteady ha speso molto tempo per creare un veicolo poliedrico ed efficiente, che riflette in tutto e per tutto il suo proprietario: veloce, potente, precisa, silenziosa, letale.

Batman Arkham Knight Batmobile battle

Insomma, tutto sembra al suo posto per un capolavoro. Qual è dunque il problema?

Il primo problema, come già accennato, è la gestione dei villain “secondari” nell’arco del gioco, lasciati praticamente isolati dall’avventura principale e affrontabili singolarmente in modo facoltativo. Di per sé non sarebbe un gravissimo problema, visto che il gioco svolge molto bene l’incarico di mischiare missioni principali e secondarie. Il problema maggiore è che le boss battle sono state praticamente eliminate, se non come parte integrante delle missioni in sé. Ci sono delle eccezioni, ma molti antagonisti importanti non vi affronteranno nel classico ed esaltante combattimento all’ultimo colpo visto in giochi passati.
Dopo essere stati abituati a scontri epici con Bane, Mr. Freeze e Deathstroke, è normale rimanere delusi.

Secondo problema è la quantità di sessioni nella Batmobile.
Dopo aver tanto lavorato sul veicolo, è evidente che Rocksteady ha voluto sfruttarlo il più possibile. Il gioco, però, sembra voler giustificare l’inclusione della Batmobile a ogni occasione, che obiettivamente sono un po’ troppe, a volte persino inopportune. Trovarsi l’Enigmista che ci propone un percorso di abilità alla guida come prova da superare lascia un po’ interdetti, così come in altre occasioni che non vi spoilererò.
Le sessioni di combattimento Batmobile Vs squadroni di droni blindati sono divertenti ed esaltanti… ma sono molto ricorrenti.
Intendiamoci, non si tratta di sessioni fatte male, ma appunto di squilibrio nella quantità. Probabilmente se fosse stata sfruttata poco ci saremmo lamentati dell’opposto, ma un bilanciamento migliore sarebbe stato necessario.
Vedere poi come diversi boss vanno affrontati sul veicolo corazzato e quasi nessuno a mani nude alla lunga lascia un po’ di amaro in bocca.

Batman Arkham Knight Moon

Insomma Batman: Arkham Knight è a conti fatti un ottimo gioco, virtuoso di goduriosa azione batmanesca, storia introspettiva efficace, atmosfera affascinante, e gameplay rifinito ed esaltante.
Proprio questo apice di qualità suscita una certa frustrazione a chi non può fare a meno che vedere molte buone occasioni non sfruttate al meglio.

Sembrerebbe che Rocksteady abbia tentato in tutti i modi di non ripetere quanto già fatto nei capitoli passati, anche se positivo, e proporre prevalentemente qualcosa di mai visto. Così facendo però si è ottenuto un risultato inorganico. Per una volta i fan avrebbero voluto un tipico “more of the same”, in salsa new-gen.

Ma calcare troppo la mano sui difetti e squalificare l’intero gioco sarebbe davvero abnorme.
Batman: Arkham Knight rimane comunque un titolone e un vero must buy per qualsiasi fan del Cavaliere Oscuro o amante degli action-adventure. E a mio parere un buon candidato a titolo dell’anno.