Gamescom 2015

Gamescom 2015 head

Non credo ci sia bisogno di spiegare perché è da tanto che non aggiorno (non perché sia ovvio, ma perché in fondo non vi importa niente ed è solo uno spreco di tempo), quindi direi di passare subito all’argomento principale: Gamescom 2015!
Ebbene, pochi giorni fa sono tornato dalla più importante kermesse videoludica europea, in veste di giornalista per GameSource.it, e siccome in molti mi hanno chiesto “Ma insomma questa Gamescom, com’è?” mi sono reso conto che l’argomento è molto meno ovvio di quanto pensassi, quindi mi è parso giusto spendere due righe a riguardo.

Gamescom2015 Koelnmesse

Innanzitutto chiariamo una cosa: toglietevi dalla testa le fierucole italiche tipo Lucca Comics & Games, Romics, Comicon e compagnia brutta. La Gamescom è una vera convention, fatta come si deve, da gente che sa organizzare. Pare sia persino più grande dell’E3, ed è tutto dire.

È su un altro pianeta rispetto alle fiere nostrane, che sono prevalentemente un ammasso di espositori commerciali che non scontano un cazzo e ti vendono robe che al 90% puoi trovare a meno sull’internet o in una normale fumetteria; le fiere della provincialità, dove ci sarà sempre laggente che si girerà tutti gli stand guardando tutto come se fossero appena atterrati sulla Terra, e comprandosi anche le peggio cinesate; o che ci va solo per farsi vedere in cosplay.
Certo, non di rado ci sono anche ospiti illustri, che purtroppo vengono accolti da un’infima percentuale dei partecipanti.

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Qualche foto della conferenza di Electronic Arts.

La differenza è che la Gamescom è un evento reale, un appuntamento internazionale dove grandi aziende fanno a gara di visibilità e servizi, dove vedi cose davvero interessanti ed esclusive. Gli show floor aperti al pubblico sono davvero grandi, ben allestiti, con spazi e corridoi decenti.
Certo, anche lì ci sono momenti di affollamento e file lunghissime, ma è per vedere cose che valgono la candela, come giochi ancora in sviluppo da poter giocare in anteprima.
Il merchandise c’è, ma è davvero secondario, devi andartelo a cercare. E di cosplayer ce n’erano davvero pochi in media.

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La vera pacchia però, almeno per quelli a cui piace l’ambiente come il sottoscritto, è decisamente per gli addetti ai lavori.
Da giornalista hai l’opportunità di partecipare a presentazioni a porte chiuse nell’area buisness, fare domande a director e producer su un gioco ancora in sviluppo, provarlo, intervistare pezzi grossi…e in alcuni casi scroccare roba da mangiare se qualcuno organizza buffet e sale con caffetteria (a proposito, se ve lo state chiedendo: sì, il caffè in Germania fa proprio schifo).
Posto che se non sei accreditato per un certo incontro, o pensi di essere accreditato e per qualche motivo il tuo nome non è sulla fatidica lista, resti fuori.

Gamescom2015 Tabata Gamescom2015-DarkSoulsIII Gamescom2015-IndieGala Gamescom2015-BuisnessLounge

Insomma, chi ama i videogame e l’industria che vi gira attorno ha potuto davvero fare il pieno alla Gamescom.
Dalle conferenze come quella di Electronic Arts alle postazioni di gioco e i megaschermi vari, dagli innumerevoli stand di studi indie a quelli enormi delle aziende maggiori.

Personalmente ho avuto l’opportunità di aver partecipato a presentazioni e prove di giochi notevoli e di aver incontrato gente interessante. Ma soprattutto l’ho fatto con e grazie ai miei compagni di viaggio, che hanno reso il tutto ancora più divertente.
Da Colonia non torno riposato, perché tra gli appuntamenti, i viaggi e lo scrivere articoli non è stata una passeggiata, ma decisamente soddisfatto, divertito e arricchito di un’esperienza memorabile.