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Star Wars: Il Risveglio della Forza

Dopo mesi di attesa e dita incrociate, il 16 dicembre è uscito finalmente Star Wars: Il Risveglio della Forza, il nuovo episodio della saga cinematografica più famosa di sempre. Non potevo evitare di andare a vederlo al cinema la primissima sera, in lingua originale (non perché sia un purista accanito, ma perché è stato più facile trovare il posto).

Premetto che mentre i fan radicali di Star Wars si strappavano i capelli perché “OMG Abrams non è Lucas, quindi il film farà schifo!” io ero molto più tranquillo, fiducioso e soprattutto contento che non ci fosse Lucas a dirigere il film.
Perché? Perché penso che Lucas abbia avuto sicuramente il merito di aver creato quel concept della Galassia lontana lontana, dove laser e astronavi sci-fi convivono con un’atmosfera un po’ fantasy dove la Forza è fonte di illuminazione e magia, e al tempo stesso veicolo di contrasto morale. Visione vincente che ha affascinato intere generazioni.
Da lì in poi però sono più altri autori che, da fan, hanno preso quell’universo e lo hanno coltivato, arricchito e impreziosito con storie e dettagli. Mi riferisco a libri, fumetti, videogiochi… opere che traggono un’ispirazione dal mondo di Lucas che lui stesso non ha mai avuto.
Abituato a vedere queste diverse interpretazioni, comunque valide, dell’universo di Star Wars, per me un nuovo film con un regista diverso non è mai stata una bestemmia. Anzi, dopo il lavoro fatto con la trilogia prequel è un bene che se ne sia tenuto fuori.

Nei mesi antecedenti all’uscita del film, per godermelo al meglio mi sono impegnato in un oculato parkour internettiano per schivare qualsiasi spoiler, rumor e speculazione circolante nel web. Per non rischiare ho anche evitato i trailer successivi al primo, per il triste motivo che chi fa trailer non è più capace a farlo senza inserire dettagli che spoilerano o momenti che semplicemente dovrebbero essere vissuti durante il film, non prima.
Riuscito nel mio intento, sono arrivato col sedere comodo sulla poltroncina della sala senza pregiudizi e senza eccessive aspettative. Pronto a godermi il film, pur con quel fisiologico pizzico di nervosismo da “e se è una pecionata?”

Dopo essermi preso un po’ di tempo per “digerire” il film, eccomi a scriverne cosa ne penso, soddisfatto, e contento che la saga sia tornata nelle sale.
La prima parte è una recensione spoiler-free adatta a tutti quelli che non hanno ancora visto il film ma che vogliono un parere a riguardo; nella seconda invece parlo più approfonditamente dei particolari, quindi è indirizzata solo a chi l’ha già visto.

La Forza ha la sveglia rotta

Doveroso e breve incipit sulla trama.
Dopo il mazzo che l’Alleanza Ribelle e Luke Skywalker si sono fatti per buttare giù l’Impero, viene finalmente restaurata la Repubblica. Trascorrono gli anni, e con nel tempo i racconti della guerra si colorano di leggenda, così come i suoi protagonisti ormai dispersi. Purtroppo ogni galassia ha i suoi casapoundini, e per quanto strano possa sembrare ci sono dei nostalgici dell’Impero che si radunano nel Nuovo Ordine, con lo scopo di ribaltare la Repubblica con il loro esercito della madonna e nuovi leader adepti del Lato Oscuro.

Per contrastarli nasce la Resistenza guidata ancora una volta dall’ex-principessa Leia Organa. Luke Skywalker purtroppo ha fatto perdere le sue tracce da tempo. Dopo lunghe ricerche, salta fuori una mappa stellare che individuerebbe la posizione dell’ultimo Cavaliere Jedi, che darebbe un apporto decisivo per ripristinare la sicurezza della Repubblica. Inizia quindi la corsa tra Resistenza e Nuovo Ordine per mettere le mani sulla mappa stellare.

La Forza lascia succedere troppi casini prima di svegliarsi comunque eh.

“Siamo a casa”

Bastano pochi minuti per dissipare la paura più diffusa, quella di un eccessivo allontanamento dal “feeling” della serie originale, come successe per la seconda trilogia.
J.J.Abrams, infatti, ha fatto la saggia scelta di limitare al minimo il tocco interpretativo, pescando invece a piene mani dal repertorio classico della trilogia originale, soprattutto da Una Nuova Speranza. Si nota palesemente l’intento di riportare la saga all’atmosfera originale tanto cara ai fan, dopo le devianze dei prequel.
Ecco quindi che troviamo parallelismi di inquadrature, situazioni familiari, la scelta dei costumi, e tanto altro.

Oltre allo stile visivo, Abrams recupera anche la matrice narrativa tipica degli anni passati, con una sceneggiatura (scritta in congiunta con Lawrence Kasdan e Michael Arndt) che punta alla semplicità, anche a costo di sembrare di scadere nella faciloneria con il suo non spiegare alcuni dettagli della storia. Approccio poco appropriato per il sci-fi moderno, ma che a ben vedere ricalca perfettamente il tono dei capitoli a cavallo degli anni ’80.
Insomma si capisce che Abrams ha capito cosa volevano i fan, e si è regolato di conseguenza proponendo un nuovo capitolo, con nuovi personaggi e nuova storia, ma emulando e “corteggiando” la trilogia originale con numerosi calchi e strizzatine d’occhio.

Talmente tante sono le similitudini che qualcuno è arrivato a definire Il Risveglio della Forza come un reboot dell’Episodio IV.
Etichettarlo così è solo svilire esageratamente il film, esasperare la cosa perdendo la visione complessiva, quasi per trovargli un difetto per forza. È uno sfondone esagerato perché è vero che ci sono numerose similitudini e gli eventi si susseguono per tappe analoghe al succitato episodio, ma il contenuto della storia è diverso, così come lo sono i protagonisti che propongono nuovi temi.

Cast stellare

Abrams infatti non si limita a ricalcare le atmosfere classiche, ma quatto quatto inserisce in esse un’evoluzione degli schemi, a partire dai personaggi interpretati dal cast in maniera ineccepibile.
Ecco quindi che troviamo protagonisti come Rey, eroina impetuosa e determinata, e Finn, Stormtrooper con una crisi di coscienza che esce dagli schemi, interpretato con una carica umana inaspettata; figure che trent’anni fa sarebbe stato quasi impossibile trovare. Persino il nuovo droide BB-8 spacca lo schermo con la sua emotività e simpatia.

Accanto a loro tornano i classici personaggi della saga, inevitabilmente di spicco ma che rimangono marginali, anche se Harrison Ford ha una parte più prevalente rispetto a Leia e Chewbacca, e lo fa con il visibile impegno di chi è entusiasta di rientrare nei panni di un personaggio amato.

Delle diverse figure antagoniste, Kylo Ren è quella su cui l’obbiettivo si sofferma di più, presentandoci un personaggio oscuro e potente, ma anche combattuto, inesperto, irrequieto. Questa sua differenza di carisma da un lato lo fa perdere sul lato della minacciosità a confronto con l’iconico Darth Vader, ma dall’altro lo rende più credibile e tridimensionale rispetto ad altri cattivi visti nella saga.

Efficaci sono i dialoghi, i momenti divertenti e i colpi di scena. Tutto ha il giusto sapore coerente con la saga, al sicuro dal buonismo Disney, sebbene si percepisca chiaramente che si tratta di un’opera con registri del nostro tempo.

Questione di stile

Coerente e oculato è anche l’uso degli effetti speciali, funzionali alle scene drammatiche e non centrali come lo furono troppo spesso negli episodi prequel. Assente anche il tono da carrozzone buonista stile Disney (vero spettro che aleggiava nei timori dei fan).

La colonna sonora di John Williams è efficace come sempre. L’unica piccola delusione è che, a parte l’ormai solido tema principale di Star Wars, non emerge un tema iconico per questo capitolo come fu “The Empirial March” ne L’Impero Colpisce Ancora, o “Duel of Fates” de La Minaccia Fantasma, o “Battle of Heroes” de La Vendetta dei Sith.  Peccato.
Il ritmo tra narrazione e azione è efficace, non annoia né stucca, e mantiene un equilibrio che coinvolge dall’inizio alla fine delle oltre due ore della durata.

La Forza è grande in questo regista

J.J.Abrams è riuscito in un’impresa quasi impossibile. Le aspettative per un nuovo Star Wars erano troppo alte per creare qualcosa esente da critiche, che comunque sarebbero arrivate da coloro che si fregiano come “fan” duri e puri della serie.
Il regista sapeva che creare qualcosa di originale, anche se ben fatto, sarebbe stato una libertà che non gli sarebbe stata perdonata, quindi ha orchestrato la sua regia di conseguenza, maneggiando la creatura con un rispetto estremo per la prospettiva nostalgica degli spettatori.
Ora i pedanti, gli insoddisfatti a priori, quelli che criticavano il film ancor prima della sua uscita, sono stati costretti a criticare la pellicola per essere “troppo simile” ai film originali; il che rasenta il ridicolo, perché se Abrams avesse fatto diversamente gli sarebbero saltati al collo per il motivo opposto. Così facendo invece ha trovato un equilibrio ottimale tra atmosfera classica e nuovi contenuti.
Non credo esistesse un altro modo per sfornare un nuovo capitolo della saga coerente con il passato. Pretendere più di così è davvero pretenzioso.

Star Wars Il Risveglio della Forza Rey BB8 art

Insomma Il Risveglio della Forza è un ottimo capitolo di Star Wars, avvincente, divertente, che riesce a riavviare la serie nel modo più giusto possibile.
Han Solo che guarda quasi in camera e dichiara “Siamo a casa” è la meta-battuta per eccellenza del film, l’approvazione e il testimone della vecchia guardia, nonché la voce interiore dello spettatore che ha la sensazione di essere tornato nella galassia che aveva lasciato anni fa.
Dopo questo capitolo di transizione coi piedi di piombo si rimane soddisfatti e con tanta voglia di vedere il prossimo. Peccato solo che l’Episodio VIII, diretto da Rian Johnson sbarcherà nei cinema nel 2017.

SPOILER ZONE

spoiler Gatsu

Questo è lo spazio dove dico un paio di robe sui dettagli del film, quindi ci sono SPOILER. Se non avete visto il film girate i tacchi. Siete stati avvisati.

Come ho detto nella recensione, Abrams ha fatto bene a impostare così il film. Se avesse fatto diversamente sarebbe sato raggiunto da un nerd rage esagerato.
Mi spiace però che abbia dovuto ricalcare lo stile narrativo di Una Nuova Speranza, perché lascia indietro tanti particolari che sarebbe stato interessante vedere sviluppati.

Finn-almente!

Ad esempio le origini di Finn, che sappiamo essere uno Stormtrooper non clonato ma addestrato dalla nascita, separato dalla famiglia. A mio parere è uno dei personaggi più interessanti, davvero fuori dal comune, almeno nella saga; costituisce poi un vero parallelo riflesso di ciò che è stato Luke. Mentre lo storico protagonista non vedeva l’ora di arruolarsi all’accademia per combattere l’Impero, Finn che è già in prima linea fa di tutto per allontanarsene. E non sono mai riuscito a vederlo come un esempio negativo, ma semplicemente umano; dopo una vita in un esercito è comprensibile voler smettere e scappare lontano, in pace.
Purtroppo non c’è tempo né volontà di approfondire tutto questo.

Altro particolare che mi ha lasciato un po’ basito: chi ha recuperato la spada laser di Luke, quella azzurra ereditata dal padre? Era andata perduta dopo lo scontro ne L’Impero Colpisce Ancora, insieme alla mano mozzata dopotutto, Luke se ne era fatta una nuova verde.
L’unica spiegazione che mi do è che Darth Vader l’avesse poi recuperata e portata con sé, e che poi miracolosamente fosse sopravvissuta all’esplosione della seconda Morte Nera, e finita poi in chissà che pianeta.
Sì ok, ma è una speculazione bella e buona, una spiegazione comprensibile l’avrei apprezzata.

Something, something, something, Dark Side

Sono curioso di scoprire questa nuova fazione del Lato Oscuro.
Non si parla mai né Sith né “Darth”, vengono solo nominati i “Cavalieri di Ren”.
Il Leader Supremo Snoke dall’aspetto dovrebbe essere molto anziano, mi piacerebbe che avesse un legame di continuità con la precedente trilogia. Possibile che sia Darth Plagueis sopravvissuto al suo allievo Sidious? Vorrebbe dire che è riuscito veramente a trascendere la morte, come cercava di fare? O ha finto la morte? Oppure Sidious ha semplicemente mentito, quando raccontava ad Anakin di averlo ucciso nel sonno?
Da Wookieepedia vengo a sapere che Darth Plegueis era un Muun, la razza del Clan Bancario che si vede ne L’Attacco dei Cloni. I Muun sono grigiastri e col naso schiacciato, ma non sembrano i tratti di Snoke, a meno che non sia stato sfigurato. O semplicemente il Darth Sidious della nuova trilogia non terrà conto della razza Muun; del resto lo hanno detto che non verrà tenuto conto dell’Expanded Universe.

Lato Oscuro un tanto al Kylo

A proposito, l’unica riserva che ho riguardo al film riguarda proprio lo schieramento dei cattivi.
Passi che di Phasma e Snoke non si sia visto praticamente niente. Passi che del Generale Hux probabilmente non vedremo più di così perché è di contorno (anche se generale alla sua età… mah). Ma su Kylo Ren mi sono trovato davvero in difficoltà.
Capisco che si è voluto renderlo diverso da Darth Vader (anche perché cercare di farlo competere sarebbe stata fatica sprecata), e capisco anche che si è voluto puntare su un cattivo più sfaccettato, ma è la gestione della sua caratterizzazione che non mi ha convinto.
Nella prima parte del film è perfetto: misterioso, potente, spietato. Ci sta anche che perda le staffe nella sua frustrazione adolescenziale. Ma soprattutto nell’ultima parte del film perde totalmente di credibilità.
Già molto presto lo sentiamo ammettere di essere tentato dal Lato Luminoso della Forza. Presto, troppo presto. Chiunque può speculare che alla fine si pentirà, ma nei suoi tempi.
Anche Darth Vader si pente, ma dobbiamo aspettare l’ultimo film per rivedere il suo lato umano. Nel frattempo è stato l’icona della minaccia in persona.
Di Kylo invece vediamo troppo presto il lato umano, la faccia senza maschera. Se aggiungiamo che più di una volta gliela fanno sotto il naso, finisce che non spaventa più.
Non voglio disquisire troppo sul fatto che sia stato messo in difficoltà nel duello con Rey senza addestramento, perché ci sono troppi fattori in gioco come Rey che sembra MOLTO sensibile alla Forza (ha contrastato i suoi poteri mentali dopotutto), mentre sembra che Kylo non abbia effettivamente finito l’addestramento. Però ecco, anche da quel punto di vista non ne esce bene.

Bon, ho finito, scusate lo sproloquio nerd.
Mi piacerebbe però sapere la vostra. Vi è piaciuto il film? Avete dubbi o curiosità come le mie?

  • Luca

    Un paio di commenti pieni di

    SPOILEEEEEER

    Devo dire che il film mi è piaciuto e sono d’accordo con te per la maggior parte di cose, ma a me invece Kylo ha convinto, è un adolescente incerto che indossa la maschera per far finta di essere più simile alla sua interpretazione di Vader (ovviamente diversa dalla realtà) ed è proprio la dualità che mi è piaciuta, ha probabilmente dei grandi poteri,ma non sa controllarli e non ha la tranquillità mentale per farlo, è una rappresentazione della paura che conduce all’ira,ancora lontano dal lato oscuro. Intendo dire che la maschera è più per lui che per incutere timore, è una sorta di maschera pirandelliana. Personalmente lo vedo più come crescita del cattivo che come redenzione,invece scommetterei sul tradimento di Finn XD

    Ah peri il combattimento finale c’è sempre da ricordarsi che aveva anche preso una di quelle leggere balestrate sullo stomaco XD

  • Ottima interpretazione di Kylo, e mi trovi d’accordo.
    Rimane il fatto però che come unico villain di rilievo perda di mordente. Insomma io mi sono alzato dalla poltrona con la sensazione che il Light Side ha mangiato in testa al Dark Side, e per un capitolo che dovrebbe introdurre una nuova minaccia per la Galassia mi è sembrato strano.
    (Riguardo al combattimento: oltre alla laserata si potrebbe buttare in mezzo anche il possibile “risveglio” della Forza che ha “buffato” Rey. xD)