The First Tree: la riscoperta degli affetti

The First Tree

Quando i ricordi si cristallizzano nell’inconscio, la mente crea figure, sogni, allegorie. Forme di auto-comunicazione che possono farci ricongiungere con noi stessi e con il valore della vita. Soprattutto se si ha la fortuna di avere qualcuno vicino che ci tiene la mano.

The First Tree è una delle creazioni indie più intime ed emotivamente cariche a cui abbia giocato ultimamente. Un titolo che, in questo periodo di isolamento, è riuscito a sussurrarmi quanto umana sia l’importanza della famiglia. Quella vera.

Verum Rex e i capricci di Nomura

Kingdom Hearts III Verum Rex Nomura

Sarà un post rant senza troppo approfondimento, perché parlare profusamente della nebbia non ha senso e non merita troppo sforzo.

Chiunque ha giocato a Kingdom Hearts III ha visto quel filmato di Verum Rex, e tutti hanno notato la somiglianza del personaggio di Yozora con Noctis e Final Fantasy Versus XIII. Recentemente lo abbiamo rivisto nel DLC ReMind. Qualcuno l’ha trovato cool, ad altri non ha detto niente. Ad alcuni invece sono caduti gli zebedei, come al sottoscritto.

Per quanto mi riguarda quel filmato, il personaggio e l’intero concept è un gigantesco capriccio di un director, Tetsuya Nomura, che continua a non rendersi conto dei suoi sbagli e dei suoi limiti.

PlayStation: la storia dopo 25 anni

PlayStation 25 anni

“You are not ready” sentenziava lo spot di PlayStation nelle TV americane degli anni ’90. Una catchline ideata per sfidare, attirare attenzione. Lo slogan l’ho conosciuto solo in seguito, ma devo dire che nel mio caso ci aveva decisamente azzeccato.

Sono passati 25 anni dall’esordio della prima PlayStation nel mercato videoludico e, invece di aggiungermi alle miriadi di articoli storici tutti uguali, di cui è pieno l’internet (da mo’), scelgo di condividere una prospettiva più intima e personale. Una storia.

Test your story! La storia di Mortal Kombat

Mortal Kombat storia Raiden

La saga di Mortal Kombat si è guadagnata la propria notorietà anche per il suo essere abbastanza inconsueta rispetto a gran parte degli altri picchiaduro in circolazione. Una delle caratteristiche che l’hanno sempre contraddistinta è la storia carica di mondi, personaggi, avvenimenti surreali, morti e resurrezioni, e recentemente anche viaggi nel tempo. È dunque facile perdersi nel dedalo della sua time line, soprattutto da quando è stata rivisitata dopo Mortal Kombat 9.

Dopo aver rivoluzionato il concetto di Story Mode con il suddetto reboot, e aver creato una storia ancora più cinematografica per Mortal Kombat X, è chiaro che NetherRealm sembra puntare sempre più sul contesto narrativo della saga. Con l’imminente uscita di Mortal Kombat 11 ho dunque pensato di riassumere per voi gli avvenimenti finora visti, anche per mettere in ordine la questione della rivisitazione della time line, facendone un articolo per GameSource.

Ranking Tower: top 10 dei Mortal Kombat

Mortal Kombat logo

Mortal Kombat ha contribuito alla storia dei videogiochi di combattimento da più di 25 anni. Trasgressivo e controverso, e proprio per questo e immensamente popolare, la serie creata da Ed Boon e John Tobias ha avuto numerosi alti e bassi attraverso la sua storia.

In occasione dell’imminente uscita di Mortal Kombat 11, il quale si preannuncia rappresentare il culmine della serie in questa generazione, ho deciso di stilare una classifica dei titoli principali della serie in un articolo per GameSource.

Mente e acciaio – Retrospettiva di Front Mission

Front Mission Evolved art01

Manca ormai poco alla release di Left Alive, lo TPS/survival di Square Enix che ha attirato l’attenzione di molti soprattutto per le figure di spicco presenti nel team di sviluppo, in particolare Yoji Shinkawa (character designer delle serie di Metal Gear Solid e Zone of the Enders) e il director Toshifumi Nabeshima (già director del primissimo Armored Core e poi supervisore e producer dei seguiti).

Sarò sincero: ho davvero tanti dubbi su questo titolo, e nonostante le figure presenti mi puzza di fiasco colossale. Una delle caratteristiche che me lo hanno subito reso interessante, però, è che sarà ambientato nello stesso mondo di Front Mission. Una serie storica ma non troppo fortunata, nonostante il suo discreto ruolo nella storia del genere degli RPG tattici.

Nonostante il brutto presentimento, ho deciso di tapparmi il naso e incrociare le dita. E soprattutto di fare un excursus sulla serie che ho pubblicato su GameSource.

Ragnatele tra i tasti – Antologia dei titoli dedicati a Spider-Man

Spider-Man selfie

Non c’è alcun dubbio che Spider-Man sia un’autentica icona tra i numerosi personaggi Marvel, nonché uno dei super eroi più popolari di tutti i tempi. È quindi del tutto naturale che nel corso degli anni siano stati dedicati numerosi videogiochi al carismatico amichevole arrampicamuri di quartiere.

Mentre aspettiamo il promettente Marvel’s Spider-Man siglato Insomniac Games in arrivo su PS4 il prossimo settembre, ripassiamo un po’ di storia dei tie-in dedicati al tessiragnatele con una bella listona di perle che ho pubblicato su GameSource.

Dissidia Final Fantasy NT: cronaca di un fiasco

Dissidia

È un periodo davvero strano per Square Enix. Quella che tempo fa era una software house degna di una fiducia quasi cieca, negli ultimi anni sta puntando su decisioni spesso sconcertanti, soprattutto per quanto riguarda alcune delle sue IP storiche. Dopo la sbilenca gestione del progetto Final Fantasy XV, dall’inizio dell’anno abbiamo assistito a un altro passo storto nei confronti della saga bandiera, quello fatto con Dissidia Final Fantasy NT.

Xenogears: 20 anni di un capolavoro cult

Xenogears

Quando mi sono reso conto che sono passati 20 anni dall’uscita di Xenogears, due sono le cose principali a cui ho pensato. La prima è stata la banale constatazione che il tempo vola davvero, mentre mi tornavano in mente flash incredibilmente vividi legati a questo gioco. In particolare ricordo come nel 1998 questo ragazzino un po’ introverso che preferiva trascorrere il tempo libero con un libro in mano o immergendosi in mondi digitali munito di joypad, riceveva da un amico due CD Verbatim: copertina bianca e titolo scritto a pennarello. «Prova questo. È tipo Final Fantasy, ma coi robbottoni!»: una presentazione grezza ma sorprendentemente efficace.

La seconda cosa su cui ho riflettuto è che dopo tutto questo tempo, dopo innumerevoli run, dopo averlo lodato e consigliato fino all’esasperazione, se qualcuno mi chiedesse di spiegare in modo chiaro e preciso perché Xenogears è così speciale mi troverebbe in difficoltà. È paradossale in effetti come uno dei titoli più ermetici mai creati sia allo stesso tempo così amato fino alla venerazione, almeno da quella mai troppo ampia fetta di giocatori che ci ha giocato.

Quindi quale modo migliore per commemorare il mio gioco preferito di sempre con qualche riga in cui cerco di dare finalmente forma alla sua grandezza?

La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra

Ombra della Guerra

Quando mi viene posta la domanda “Ma X Gioco è bello? Vale la pena acquistarlo?” sono solito dare prima il mio parere soggettivo, anche un banale “A me è piaciuto / non è piaciuto”, dopodiché continuo facendo a mia volta delle domande per far capire a chi ho di fronte se fa al caso suo o no. Perché non sarò mai il tizio che vi dirà cosa pensare o farvi piacere, ma piuttosto quello che vi dirà le cose giuste per giungere da soli alla vostra personale conclusione.

Per capire se La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra può piacervi dovete farvi necessariamente almeno un paio di domande.

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