The First Tree: la riscoperta degli affetti

The First Tree

Quando i ricordi si cristallizzano nell’inconscio, la mente crea figure, sogni, allegorie. Forme di auto-comunicazione che possono farci ricongiungere con noi stessi e con il valore della vita. Soprattutto se si ha la fortuna di avere qualcuno vicino che ci tiene la mano.

The First Tree è una delle creazioni indie più intime ed emotivamente cariche a cui abbia giocato ultimamente. Un titolo che, in questo periodo di isolamento, è riuscito a sussurrarmi quanto umana sia l’importanza della famiglia. Quella vera.

La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra

Ombra della Guerra

Quando mi viene posta la domanda “Ma X Gioco è bello? Vale la pena acquistarlo?” sono solito dare prima il mio parere soggettivo, anche un banale “A me è piaciuto / non è piaciuto”, dopodiché continuo facendo a mia volta delle domande per far capire a chi ho di fronte se fa al caso suo o no. Perché non sarò mai il tizio che vi dirà cosa pensare o farvi piacere, ma piuttosto quello che vi dirà le cose giuste per giungere da soli alla vostra personale conclusione.

Per capire se La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra può piacervi dovete farvi necessariamente almeno un paio di domande.

Eternal Sonata

Ricordo ancora abbastanza bene il periodo in cui uscì Eternal Sonata, nell’anno 2007. Le nuove console erano uscite da non molto e cominciavano a fioccare titoli interessanti. Io ero troppo povero per fare il salto generazionale, ma mi consolavo spulciandomi le tante perle per PS2 ancora da scoprire, mentre osservavo da spettatore la nuova console war che già si consumava.

Brothers: A Tale of Two Sons

Fa bene ogni tanto allontanarsi dai titoloni più importanti e immergersi in un gioco senza troppe pretese, magari neanche nuovo. Uno di quei giochi di cui hai sentito parlare bene ma che, per sua natura, non è riuscito a catturare i riflettori della grande massa. Giocarci per il puro piacere di farlo.
È esattamente quello che mi è successo con Brothers: A Tale of Two Sons, un titolo dal sapore indie che è stato per me un’autentica, piacevole sorpresa.

Batman: Arkham Knight

Quella di Rocksteady non è una seriuccia da quattro soldi. Batman: Arkham ha portato innovazione e raffinatura al genere degli action-adventure con le sue meccaniche di gioco, ha contribuito (assieme ai film di Nolan) all’incremento di popolarità dell’eroe DC nell’immaginario collettivo, ed è stato un raro esempio di riuscitissimo tie-in di un fumetto.

White Night

È raro che si incontri un videogioco che metta al centro una visione, un vero e proprio esercizio di stile. Vuoi per opinabili esigenze di mercato, vuoi per un fisiologico impulso a spingere verso i limiti le potenzialità dei vari motori grafici, la maggioranza dei grandi titoli punta sulla grafica come a una gara a chi ce l’ha più lungo in fatto di fotorealismo, effetti speciali e i tanto blasonati fps.
Fortunatamente il fenomeno degli indie sta cambiando le cose. Gli sviluppatori, limitati dal budget, puntano più sulla qualità del gameplay e su stili grafici più semplici ma originali e alternativi.
È il caso di White Night, primo titolo dei francesi di OSome Studio (che tra l’altro si sono dati un nome fantastico!) che utilizzano uno stile visivo semplice ma efficace.

Mirror’s Edge

Dopo davvero tanto tempo dall’uscita di Mirror’s Edge, mi sono ritagliato una manciata di ore per provare finalmente questo discusso gioco. Letti tanti pareri contrastanti in giro nell’internet, ma mai invogliato a provarlo davvero, la spinta finale me la diede la stessa Electronic Arts quando lo scorso dicembre ne mise il download gratis per PSN Plus. E allora proviamolo va’.

Shovel Knight

Lo so, con quel titolo sono davvero uno spassoso umorista. Capita quando hai l’umore a mille dopo aver giocato a un titolo così delizioso come Shovel Knight.

Cominciai a sentirne parlare più o meno un anno fa. Mi incuriosì certo, ma di indie ormai ne vengono annunciati talmente tanti che è difficile stare dietro a tutti e dedicargli la giusta attenzione.
Dopo averci messo finalmente le mani sopra posso dire di essere rimasto davvero colpito.

Scroll to top