Final Fantasy XV: Episode Duscae – Hands On

Episode Duscae head

Una settimana fa mi è finalmente arrivata la Collector’s Edition di Final Fantasy Type-0, uno dei titoli più attesi dell’anno dal sottoscritto. I motivi per l’attesa li trovate riassunti qui, come pure le mie perplessità su FFXV.
Salto a piè pari le effusioni fanboystiche su quanto sia bella la CE (perché se non ce l’avete non mi pare il caso di farvi rosicare, e se ce l’avete lo sapete benissimo), e ignoro bellamente il degrado umano di chi si è comprato il gioco unicamente per la demo, e mi butto subito a raccontare l’esperienza col tanto atteso Episode Duscae.

Per chi non lo sapesse, parto parecchio prevenuto con FFXV. Da quello che si era visto fin’ora era un compendio di nomurate senza vergogna, e la cosa è andata esacerbandosi per colpa dello scandaloso ritardo nello sviluppo. E come dico sempre: succede, quando si mette un character designer a fare il lavoro di un director.

Però devo ammettere che già nel menù iniziale mi ammorbidisco, grazie alla bellissima “Somnus Orchestra” che suona di sottofondo. La presenza di Yoko Shimomura è davvero un grande asset per il gioco.
La prima scena della demo ha luogo nella tenda in cui il gruppo si è accampato. Già da questa scena devo dire che l’impostazione mi ha colpito, perché ci regala uno scorcio interessante. Quante volte nei Final Fantasy ci siamo accampati in una tenda? Quasi mai abbiamo visto com’è e come ci stanno i personaggi; mi ha ricordato i brevi intermezzi in Breath of Fire III. Stavolta la cutscene ci fa vedere come se la vivono i personaggi: si svegliano loro malgrado, mugugnando, e lamentandosi con Prompto (che pare essere il responsabile del danneggiamento dell’auto… già me sta sugli zebedei).
A proposito dei personaggi, magari è presto per parlare, ma santo cielo che ricaccio di cliché! Giusto Gladiolus mi sta simpatico perché non si fa scrupoli a perculare Noctis chiamandolo “principessa”. Per il resto è un compendio di luoghi comuni già visti e stravisti in altri giochi e anime, e purtroppo comincio ad averne la nausea.
Nomura poi sembra che abbia ingegnato il party come se fosse un otome per gay. Non che ci sia qualcosa di male, ma vai a fare gli otome per gay, non Final Fantasy, grazie.

FINAL FANTASY XV EPISODE DUSCAE_20150316194742FFXV Episode Duscae - characters2

Mi butto nel tutorial del battle system e vengo colpito dal fatto che non è piatto e da “premi ripetutamente X fino a sfondare l’avversario”, anche se lascia un po’ di confusione addosso. È davvero necessario imparare bene il sistema per non sentirsi imbranati nel campo di battaglia, dopo un po’.
Sembra che il sistema stia tutto nel gestire bene gli MP altrettanto accuratamente degli HP, perché se si rimane senza si comincia a barcollare senza forze in giro, esposti agli attacchi nemici. Mi ha ricordato vagamente il sistema di RISK in Vagrant Story, con tutti i dovuti distinguo ovviamente.
Insomma bisogna metterci una certa dose di tattica e gestione delle risorse, ma non riuscivo a percepire la giusta continuità della saga. Non erano disponibili le magie però, quindi magari una volta che riproverò il tutto anche con quelle la sensazione migliorerà.

FFXV Episode Duscae - battle01

Mi è piaciuta invece l’esplorazione. Dico davvero.
Mi ha ricordato molto i tempi di Final Fantasy XII, e chi mi conosce sa quanto mi sia piaciuto. Quella sensazione di libertà e continuità, senza le antipatiche interruzioni che ti catapultano nel campo di battaglia. Vedere un gruppo di mostri o creature pacifiche in lontananza, decidere se avvicinarmi o girare al largo… e il fatto che addentrandosi tra alberi ed erba alta era più facile incappare in gruppi di predatori è qualcosa che unisce bene sia il realismo che il lato “classico” degli RPG dei boschi come zone più pericolose.
La libertà poi è quanto mi aspettavo: sufficiente da lasciarti girovagare, ma una volta sui binari delle quest più limitante. Prima di affrontare il Behemoth me la sono presa molto comoda e mi sono fatto un bel giro della zona, e la caverna dei goblin l’ho trovata semplicemente esplorando, senza sapere che serviva per buttare giù il bestione.
A proposito, la caverna aveva una buona atmosfera, ma una volta entrati siamo tornati ai corridoi a senso unico del passato. Non sono un geologo, ma sono abbastanza sicuro che le caverne reali siano un po’ più intricate.

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La quest col Behemoth è stata… mah, buona quanto basta. Mi è piaciuto che inizialmente bisognava stargli alla larga, avvicinandosi pian piano con la tensione che cresceva e dando l’impressione di trovarsi ad avere a che fare con qualcosa di realmente pericoloso, ma il tutto è rimasto troppo lineare e scriptato. Si vede che la Square Enix non ha esperienza con i veri open world… e a pensarci bene potrebbe non essere del tutto un male, visto che una struttura del genere sarebbe una grossa botta all’atmosfera tipica. Insomma, alla fine chi gioca a un Final Fantasy si aspetta una struttura del genere, non un Elder Scrolls, quindi forse va bene così.

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Purtroppo mi ero spoilerato l’evocazione di Ramuh sull’internet, quindi mi ha impressionato fino a un certo punto. Ma se tutte le evocazioni saranno così credo che ne vedremo delle belle!

Diciamo che a conti fatti sono rimasto più tiepido che esaltato. Ci sono elementi buoni, anche se atipici per la serie, e mi ha confortato vedere che il battle system ha una qualche profondità, anche se bisognerà vedere se riuscirà ad essere maneggevole.
Final Fantasy XV riuscirà nel suo intento solo se riuscirà a trovare un giusto equilibrio tra lunghe sessioni di esplorazioni e combattimenti e scene della storia, e tra la tanto cercata spettacolarità e quel gusto del gameplay tattico che noi tutti vorremmo. Storia che farà bene a impressionarmi, perché l’atmosfera a conti fatti non posso dire che non mi intrighi, anche se di solito preferisco i setting medievali, ma quella puzza di boyband metrosexual sarà difficile da far sparire.

Per chi è interessato alla mia pseudo-recensione più dettagliata, articolata e profèsscional, la può trovare QUI.

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